Lo sport violento

Rissa allo stadio, la vittima: «Giusto chiuderlo, vedrò se querelare»

Parapiglia al Vianello di Offagna, parla il presidente dell'Atletico Conero. Il sostegno del sindaco Capitani alla Giovane Offagna

30 Marzo 2023

di Giacomo Quattrini

Giacomo Quattrini

  • Lo stadio Vianello di Offagna in una foto di qualche anno fa e, nel riquadro, il presidente dell'Atletico Conero, Marco Rosati

    Lo stadio Vianello di Offagna in una foto di qualche anno fa e, nel riquadro, il presidente dell'Atletico Conero, Marco Rosati

    OFFAGNA – Lo stadio Vianello chiuso al pubblico su decisione autoinflitta dal direttivo della Giovane Offagna, indignato per la rissa che si è scatenata sabato scorso durante la partita di Terza categoria con l’Atletico Conero, come riportato qui.

    Il presidente della società numanese, Marco Rosati, è stata la vittima dell’aggressione: ««Ho 90 giorni di tempo per pensare a cosa fare, se presentare querela o lasciar perdere, devo decidere. Il presidente dell’Offagna, Alessandro Andreoli, mi avrà chiamato almeno tre volte per scusarsi e per prendere le distanze dall’accaduto, la sua scelta di chiudere il Vianello è un segnale forte, probabilmente penalizzerà più del dovuto quei sostenitori per bene, ma avrei fatto anche io lo stesso passo per mandare un messaggio chiaro a chi è stato responsabile dell’aggressione o a chi non l’ha evitata». Il presidente del Conero poi ripercorre l’accaduto: «Stavamo vincendo 3-2 in casa dell’Offagna prima in classifica, c’era tensione, fin dall’inizio alcuni sostenitori di casa hanno usato toni accesi, ma si è andati oltre. La scintilla che ha scatenato il parapiglia sugli spalti quando un giocatore dell’Offagna già ammonito ha commesso un brutto fallo, meritava il secondo giallo che l’arbitro non ha estratto. Abbiamo protestato dalla tribuna e ad un certo punto un uomo sulla quarantina con la felpa della Curva Est Offagna si è avvicinato a me con una bottiglia di vetro in mano, mi ha colpito e per cercare di difendermi alcuni miei dirigenti e genitori dei ragazzi sono intervenuti, in 2-3 sono anche caduti lungo i gradoni, poteva finire ben peggio e per questo l’arbitro ha sospeso la partita qualche minuto. Non mi sono ferito, però mi hanno consigliato di verificare al pronto soccorso se avessi un trauma cranico ma per fortuna la Tac è uscita negativa».

    La scelta annunciata dal presidente Andreoli di far giocare le ultime due gare interne di campionato a porte chiuse, senza il sostegno dei tifosi, dimostra la linea di condotta della società rossoblù. Appoggiata dal sindaco Ezio Capitani, che commenta: «Innanzitutto esprimo la piena solidarietà al Presidente e al Direttivo della Giovane Offagna per la sofferta e drastica decisione di svolgere le ultime gare della prima squadra a porte chiuse. Condivido la sofferenza e la frustrazione per quanto accaduto e ancor di più perché questi fatti rischiano di offuscare il brillante risultato raggiunto dalla squadra in questo campionato, sia in termini di punteggio che di coinvolgimento del pubblico ed il grande lavoro educativo portato avanti dalla Giovane Offagna. Concordo quindi sul fatto che i disordini, seppure scaturiti da momentanea eccitazione agonistica, non possono essere assolutamente tollerati e scambiati per sano tifo sportivo. Questa pausa serva di riflessione positiva, quando succedono fatti come quelli di sabato vanno analizzati collettivamente, la colpa non è mai di uno solo o pochi ma tutti dobbiamo chiederci se possiamo fare di più, tenere un approccio diverso rispetto al giusto valore dello sport e per tornare a vivere il calcio come momento giocoso e di rispetto per tutti».

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