Ricordi da toccare

Tessuti che raccontano storie: alla Casa di Riposo Bambozzi il laboratorio sensoriale con BE-3

I tessuti donati dall'azienda osimana diventano strumenti di stimolazione cognitiva per gli ospiti della Residenza Protetta, in un percorso tra emozioni, ricordi ed sostenibilità ambientale.

05 Agosto 2026

    OSIMO – Dietro un tessuto non ci sono soltanto colori e consistenze, ma anche storie, ricordi ed emozioni che il tatto può risvegliare. Da questa consapevolezza è nato il laboratorio sensoriale organizzato dalla Casa di Riposo Padre Bambozzi in collaborazione con l'azienda osimana BE-3, che ha messo a disposizione i propri campioni di tessuto per un'attività di stimolazione sensoriale e cognitiva rivolta agli ospiti della Residenza Protetta.
    Il percorso, ideato in collaborazione con la psicologa dott.ssa Martina Bora e il supporto tecnico dell’operatrice Silvia Nicoletti, ha coinvolto gli anziani in una serie di esperienze tattili pensate per stimolare percezione, attenzione e memoria. Attraverso il riconoscimento dei tessuti al tatto, gli esercizi di abbinamento tra materiali e un tappeto sensoriale realizzato con stoffe dalle diverse consistenze, gli ospiti hanno potuto esplorare lana, cotone, velluto, tessuti tecnici e altri materiali, riscoprendo sensazioni e ricordi legati al proprio vissuto.
    Ogni tessuto è diventato un ponte con il passato, facendo riaffiorare ricordi legati alla vita quotidiana, al lavoro e alla famiglia. C'è chi ha raccontato gli anni trascorsi a cucire per lavoro, chi ha ricordato gli abiti confezionati per i figli, chi ha ripensato ai rammendi fatti in casa. Storie semplici che hanno trasformato il laboratorio in un momento di condivisione, dialogo e valorizzazione del vissuto personale di ciascun ospite.
    «Il tatto è il primo senso che sviluppiamo e le mani sono i nostri primi strumenti per conoscere il mondo: veri e propri “occhi del cervello”. Negli anziani, sfiorare un tessuto, riconoscerne la trama o la consistenza può riaccendere la memoria emozionale, facendo riaffiorare ricordi, gesti e vissuti legati alla propria storia. Le mani raccontano chi siamo stati e, attraverso il contatto, restituiscono identità, reminiscenza ed emozioni che spesso le parole non riescono più a esprimere», spiega la dott.ssa Martina Bora.
    L'iniziativa promuove anche la cultura della sostenibilità ambientale: i tessuti utilizzati, che sarebbero stati destinati allo smaltimento, hanno invece trovato nuova vita e una nuova funzione attraverso attività terapeutiche-ricreative e laboratori manuali. Inoltre il materiale potrà essere impiegato anche in futuro nella realizzazione di piccoli lavori artigianali fatti dagli ospiti della struttura.
    «Ringrazio l'azienda BE-3 e la responsabile del progetto, la dott.ssa Francesca Ascani, per aver accolto con entusiasmo il nostro invito – afferma il presidente della Fondazione Osimana Padre Bambozzi, Diego Gallina Fiorini –. Questa attività ha un valore che va oltre il laboratorio stesso: da un lato offre ai nostri ospiti un'importante occasione di stimolazione sensoriale e cognitiva, dall'altro rafforza il legame tra la nostra casa di riposo e il territorio, creando connessioni tra il mondo produttivo e quello sociale. È proprio da collaborazioni come questa che può nascere una comunità sempre più attenta alle persone e capace di mettere in rete esperienze, competenze e solidarietà».

    La collaborazione con il Bambozzi si inserisce nelle celebrazioni per il decimo anniversario di BE-3 (2016-2026), azienda osimana fondata da Roberto Vivi, Luca Lanari e Fidelito Mengoni. BE-3 opera come partner strategico diretto in Italia dei principali poli produttivi asiatici per importanti brand del fashion system.
    L'azienda offre un servizio completo che parte dal core business della giubbotteria per estendersi a maglieria, pantaloni, denim e accessori (borse e cappelli). Il team interno — composto da Chiara Scoppolini Massini, Francesca Ascani, Jennifer Aougah, Giada Gardini e Claudia Lanari — gestisce l'intera filiera: dalla ricerca delle materie prime allo sviluppo di prototipi e campionari per le fiere di settore (come il Pitti), fino alla produzione e alla logistica di spedizione dei capi finiti in Italia.

    Francesca Ascani2

    Francesca Ascani4

    Libe

    Malvina

    Natalina

    Martina Bora

     Paola

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