cultura

Il gioiello romano di Osimo in mostra a Bruxelles

Considerata tra le dieci teste romane più belle al mondo, il capolavoro del Museo Archeologico vola a Bruxelles e poi a Milano per una grande mostra internazionale

03 Febbraio 2026

    Osimo conquista una vetrina internazionale grazie al suo tesoro archeologico più prezioso. Il celebre “Ritratto di vecchio ignoto”, conosciuto da generazioni di osimani come la “Testa di vecchio”, è pronto a partire per Bruxelles, dove sarà protagonista di una grande mostra dedicata al rapporto tra ideale e realtà nell’arte rinascimentale. E' considerato dagli studiosi tra le dieci teste romane più belle al mondo.

    La scultura, databile al I secolo avanti Cristo e realizzata in marmo, lascerà la città venerdì 6 febbraio per essere esposta al Bozar Center for Fine Arts dal 20 febbraio al 14 giugno 2026, all’interno dell’allestimento intitolato “Bellezza e Bruttezza. L’ideale, il reale, il grottesco nel Rinascimento”. Un progetto di respiro europeo che, successivamente, farà tappa anche a Milano, nelle Gallerie d’Italia di piazza Scala, dal 9 luglio al 18 ottobre.

    Il trasferimento dell’opera è stato autorizzato dalla Soprintendenza e preceduto da un intervento di restauro particolarmente delicato. Nei mesi scorsi la scultura è stata rimossa dal suo piedistallo per consentire le operazioni conservative, durante le quali sono emerse anche tracce di colore: una scoperta di grande rilievo scientifico, che arricchisce ulteriormente il valore storico del manufatto.

    Di proprietà del Comune di Osimo e di autore ignoto, il “Ritratto di vecchio” è considerato da numerosi storici dell’arte una delle dieci teste più belle al mondo di epoca romana. Un riconoscimento che spiega perché l’opera sia citata in moltissimi studi e ricerche di settore e oggi richiesta per una mostra di tale livello.

    La storia recente della scultura è legata anche alle vicende degli spazi museali cittadini. Fino a circa quindici anni fa era collocata nell’ufficio del sindaco a Palazzo comunale, poi il trasferimento al Museo Archeologico di Palazzo Campana, dopo due furti avvenuti nel Lapidarium del Municipio. Il sisma del 2016 e la conseguente inagibilità dell’ala del Campana hanno infine imposto lo spostamento di tutte le opere in un deposito sicuro nella prima periferia.

    Una situazione che l’amministrazione comunale punta a superare. Con il completamento dei lavori di recupero post-sisma dell’Istituto Campana, l’obiettivo è avviare una nuova convenzione per riaprire al pubblico il Museo Civico e il Museo Archeologico, restituendo alla città e ai visitatori opere di straordinario valore. A partire proprio dalla “Testa di vecchio”, oggi ambasciatrice di Osimo nel cuore dell’Europa.

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