Tra sviluppo e ambiente

Arriva l'antenna in via Molino Mensa, scoppia la polemica

Simoncini: "Il Comune incasserà 16mila euro, si vergogni". Il sindaco Pugnaloni: "Serviranno per fare i monitoraggi, la legge della Meloni ha allargato le maglie, ecco perchè proliferano i ripetitori"

17 Maggio 2024

di Giacomo Quattrini

Giacomo Quattrini

  • I lavori partiti in via M.Mensa

    I lavori partiti in via M.Mensa

    OSIMO – Sono partiti i lavori per la temuta nuova antenna di via Molino Mensa. Svetterà per oltre 30 metri tra il campo sportivo Santilli e il centro Aquilone della Asso, due luoghi frequentati dai bambini. Non distante tra l’altro dalle zone residenziali. Per questo molti cittadini hanno sottoscritto una petizione per chiedere al Comune di fare qualcosa per impedire l’arrivo del nuovo ripetitore. Ma a quanto pare non c’è stato nulla da fare, perché proteste e incontri come quello promosso dalle Liste civiche latiniane che avevano sollevato il caso, i lavori sono partiti e sarà difficile, se non impossibile fermarli, almeno stando al sindaco. I residenti contestano scarsa comunicazione alla comunità e l’aver scelto come zone dedicate nel Piano antenne quella di via Molino Mensa, ritenuta troppo vicina alle abitazioni, con rischi per la salute anche dei bambini che vanno al centro Aquilone e al campo sportivo.

    Il sindaco Pugnaloni ricorda che «due anni fa abbiamo organizzato una serie di incontri nei quartieri per recepire istanze e condividere le linee guida del Piano antenne. Uno strumento poi approvato in Consiglio comunale e nel quale si individuano 19 aree pubbliche nelle quali è possibile per i gestori telefonici installare i ripetitori. Tra queste aree c’è anche quella di via Molino Mensa. Nulla è stato occultato». Poi spiega che il Piano antenne con le 19 aree «ci consente di concordare con le compagnie telefoniche dove installarle e di avere come oneri un indennizzo economico che consentirà al Comune di svolgere i necessari monitoraggi periodici per scongiurare l’inquinamento elettromagnetico ed eventualmente segnalarlo alle autorità competenti». Senza un Piano antenne «i gestori avrebbero potuto comunque piazzare i ripetitori su aree private, pagando lauti affitti ai proprietari, senza versare nulla al Comune per i monitoraggi». In quei casi, come successo in via Tonnini, il Comune può solo fare ricorso al Tar per ottenerli o per far spostare l’antenna in caso di assenza di motivazione sulla scelta di area privata anziché pubblica. Pugnaloni ribadisce che «il Comune non può negare il permesso a costruire se l’azienda ha ottenuto il parere favorevole dell’Arpam, perché lo Stato ha equiparato i ripetitori ad un servizio primario». Infine, l’affondo politico: «Oltre alle critiche cosa propongono le altre forze politiche? Perché le Liste civiche latiniane non prendono posizione contro il Governo Meloni che ha innalzato di recente la soglia massima oltre la quale si palesa l’inquinamento offrendo quindi maggiore tolleranza? Forse perché Fratelli d’Italia di Meloni è alleato in Regione e ora anche a Osimo. Idem per le altre civiche sostenute da Forza Italia e Lega».

    Il capogruppo delle civiche latiniane Stefano Simoncini attacca: «Un'antenna 5G alta 35 metri a 20 metri dal campo sportivo Santilli dove ogni giorno giocano centinaia di ragazzini, a 20 metri dal Centro Aquilone che ospita tutti i pomeriggi dei bambini, a 300 metri dall'istituto Corridoni Campana e dall'ex San Carlo dove vanno a scuola qualche centinaio di ragazzi. Tutto questo perché il comune incasserà 16.000 euro l'anno. Ma Pugnaloni&Glorio... Un po' di vergogna no?».

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