La politica che scotta

Caos Liste civiche, secessione ad un passo. Dionisi esce

La 34enne già coordinatrice del movimento difende la candidatura a sindaco di Sandro Antonelli messa in discussione da Latini: «Basta con le solite figure, serve coerenza rispetto alle primarie»

10 Febbraio 2024

di Giacomo Quattrini

Giacomo Quattrini

  • Dino Latini e nel riquadro Giulia Dionisi

    Dino Latini e nel riquadro Giulia Dionisi

    OSIMO – Si squarcia il velo sulla spaccatura nelle Liste civiche, che sono seriamente a rischio di una sanguinosa secessione. A tirare giù il velo da un mondo che solo apparentemente è impenetrabile è stata Giulia Dionisi, 34 anni, già coordinatrice del movimento latiniano assieme ad altre giovani leve come Francesco Sallustio, in procinto di seguirla in questa diaspora. Dionisi ha infatti fatto sapere che esce dalle Liste civiche di cui era una delle promesse per garantire un ricambio generazionale ad un movimento che ha ormai quasi 30 anni (candidò a sindaco Latini nel 1995, governando Osimo dal 1999 al 2014), e per le quali si era candidata nel 2019 nella lista di Patto Sociale.

    La discesa in campo di Latini contro il responso delle primarie dell’aprile 2023 che sancirono come candidato a sindaco Sandro Antonelli ha avviato uno scontro interno, con alcuni pronti a rompere in protesta verso questa ipotesi di azzerare quelle consultazioni. Che peraltro ebbero pure un discreto successo, portando al voto 1600 persone, molte inevitabilmente esterne alle Liste essendo aperte a tutte.

    dionisiDionisi allo stadio Diana il giorno del Memorial Zazzera in ricordo del compianto padre Omar, storico ultras dell'Osimana

    La prima a uscire è stata Dionisi ma altri sono pronti a farlo: «il nuovo dentro le Liste civiche -dice la psicologa 34enne- è di difficile veduta, quando vengono fatte delle scelte condivise, come le primarie, e poi vengono messe in discussione, come detto chiaramente dal fondatore, allora ognuno fa delle considerazioni in rispetto alla propria coerenza, per questo ho comunicato la mia uscita». La vittoria di Antonelli alle primarie «non è stata mai legittimata, lo dimostra la non presenza di alcuni agli incontri. Il fondatore Latini -rivela- ha posto ora la prospettiva di un passo indietro di Antonelli. Esco per coerenza e credibilità verso la cittadinanza, ho subito anche attacchi ingiustificati, ci sono toni troppo accesi solo perché si vuole rispettare la scelta di chi abbiamo chiamato a votare alle primarie, non lavoro così». Dionisi non lascia però la politica: «Penso a qualcosa che non rientri nelle solite ostilità, a far crescere qualcun altro e non sempre gli stessi, un progetto a medio lungo termine. Porterò con me i valori civici, ma non precludo alcun confronto con i partiti».

    Il che invece è stato uno dei nodi gordiani: l’ex sindaco Simoncini attuale capogruppo dei latiniani in consiglio comunale ha più volte ribadito che le Liste correranno da sole alle amministrative dell’8-9 giugno, e che se proprio un accordo si deve fare con i partiti di centrodestra, come auspicato di recente dal segretario provinciale di Fratelli di Italia, Carlo Ciccioli, devono rinunciare ai propri simboli tradizionali e nazionali, riconoscendo la bontà del lavoro di Latini. Vincoli che hanno complicato terribilmente le trattative, oltre alla spaccatura sulla ridiscesa in campo di Latini che punta a ricandidarsi a sindaco per la sesta volta. Le precedenti? Nel 1995 un esordiente Latini con Su La Testa esce perdente alle comunali che sancirono sindaco Niccoli, 1999 con le civiche appoggiata dal centrodestra vincenti contro Niccoli, 2004 appoggiate dalla Margherita partito di centrosinistra vincente contro Giacco, nel 2014 civiche da sole ma perdenti contro Pugnaloni, idem nel 2019. Ora la voglia di riscattarsi e tornare sullo scranno più alto di Palazzo Comunale a 63 anni, 25 dopo la prima volta.

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