lo spostamento dal centrro
Nuovo Commissariato di Polizia: il progetto trasloca in periferia, ma resta il nodo dei finanziamenti
Il Consiglio Comunale voterà la delibera che riconosce la pubblica utilità dell'opera e individua l'area di via Vicarelli. Per il trasferimento dalla sede di piazza Marconi in centro serviranno però i fondi del Ministero dell'Interno e un iter che si preannuncia lungo.
OSIMO – Dopo anni di ipotesi e progetti rimasti sulla carta, il trasferimento del Commissariato di Polizia di Osimo compie un nuovo passo istituzionale. Nel Consiglio comunale di lunedì 27 luglio approderà infatti la delibera che riconosce la pubblica utilità dell'intervento per la realizzazione della nuova sede in via Vicarelli.
Si tratta di un atto preliminare ma indispensabile, che individua ufficialmente l'area destinata ad accogliere il futuro quartier generale della Polizia di Stato e consente di proseguire l'iter amministrativo.
L'obiettivo è quello di trasferire gli uffici dall'attuale sede di piazza Marconi, nel centro storico, in una struttura più moderna, funzionale e facilmente accessibile ai cittadini. Un'esigenza emersa da tempo, anche alla luce degli spazi ormai limitati dell'attuale edificio. Negli anni scorsi era stata presa in considerazione anche l'ipotesi dell'ex Torretta del San Carlo, già sede del Giudice di Pace, ma il progetto era stato accantonato per gli elevati costi di adeguamento.
L'area individuata a Padiglione interessa soltanto una porzione del parco "A. Luna", lasciando invariata la previsione urbanistica relativa alla futura scuola media e alle restanti aree verdi del quartiere.
«Con questo provvedimento il Consiglio comunale è chiamato a riconoscere formalmente il valore pubblico di un'infrastruttura attesa da anni e destinata a rafforzare la presenza dello Stato sul nostro territorio», sottolinea la sindaca Michela Glorio, che ringrazia il Ministero dell'Interno, la Prefettura di Ancona, la Questura e il questore Cesare Capocasa per il lavoro svolto in questi mesi. Secondo il primo cittadino, la posizione scelta consentirà di collocare il Commissariato in un'area baricentrica, popolosa e meglio servita rispetto all'attuale sede.
Il vero ostacolo resta il finanziamento
L'approvazione della delibera, tuttavia, non equivale all'avvio dei lavori. Rappresenta piuttosto il primo tassello di un percorso che dovrà necessariamente passare attraverso il reperimento delle risorse economiche.
L'opera, infatti, potrà essere realizzata solo se il Ministero dell'Interno finanzierà la parte più consistente dell'investimento. Le interlocuzioni con Prefettura e Questura sono già avviate, ma al momento non esiste alcuna certezza sull'effettiva disponibilità dei fondi né sui tempi di assegnazione.
Senza il sostegno economico statale, il progetto rischia di rimanere ancora una volta fermo sulla carta.
Tempi lunghi per vedere il nuovo Commissariato
Anche nell'ipotesi più favorevole, il trasferimento non appare imminente. Tra progettazione definitiva ed esecutiva, autorizzazioni ministeriali, procedure di gara, eventuali ricorsi e realizzazione dell'opera, difficilmente il nuovo Commissariato potrà vedere la luce prima di sette-otto anni.
Per questo motivo la delibera di lunedì rappresenta soprattutto un segnale politico e amministrativo: un passaggio necessario per avviare un percorso che potrebbe però accompagnare la città ancora per molti anni.
Si tratta di un atto preliminare ma indispensabile, che individua ufficialmente l'area destinata ad accogliere il futuro quartier generale della Polizia di Stato e consente di proseguire l'iter amministrativo.
L'obiettivo è quello di trasferire gli uffici dall'attuale sede di piazza Marconi, nel centro storico, in una struttura più moderna, funzionale e facilmente accessibile ai cittadini. Un'esigenza emersa da tempo, anche alla luce degli spazi ormai limitati dell'attuale edificio. Negli anni scorsi era stata presa in considerazione anche l'ipotesi dell'ex Torretta del San Carlo, già sede del Giudice di Pace, ma il progetto era stato accantonato per gli elevati costi di adeguamento.
L'area individuata a Padiglione interessa soltanto una porzione del parco "A. Luna", lasciando invariata la previsione urbanistica relativa alla futura scuola media e alle restanti aree verdi del quartiere.
«Con questo provvedimento il Consiglio comunale è chiamato a riconoscere formalmente il valore pubblico di un'infrastruttura attesa da anni e destinata a rafforzare la presenza dello Stato sul nostro territorio», sottolinea la sindaca Michela Glorio, che ringrazia il Ministero dell'Interno, la Prefettura di Ancona, la Questura e il questore Cesare Capocasa per il lavoro svolto in questi mesi. Secondo il primo cittadino, la posizione scelta consentirà di collocare il Commissariato in un'area baricentrica, popolosa e meglio servita rispetto all'attuale sede.
Il vero ostacolo resta il finanziamento
L'approvazione della delibera, tuttavia, non equivale all'avvio dei lavori. Rappresenta piuttosto il primo tassello di un percorso che dovrà necessariamente passare attraverso il reperimento delle risorse economiche.
L'opera, infatti, potrà essere realizzata solo se il Ministero dell'Interno finanzierà la parte più consistente dell'investimento. Le interlocuzioni con Prefettura e Questura sono già avviate, ma al momento non esiste alcuna certezza sull'effettiva disponibilità dei fondi né sui tempi di assegnazione.
Senza il sostegno economico statale, il progetto rischia di rimanere ancora una volta fermo sulla carta.
Tempi lunghi per vedere il nuovo Commissariato
Anche nell'ipotesi più favorevole, il trasferimento non appare imminente. Tra progettazione definitiva ed esecutiva, autorizzazioni ministeriali, procedure di gara, eventuali ricorsi e realizzazione dell'opera, difficilmente il nuovo Commissariato potrà vedere la luce prima di sette-otto anni.
Per questo motivo la delibera di lunedì rappresenta soprattutto un segnale politico e amministrativo: un passaggio necessario per avviare un percorso che potrebbe però accompagnare la città ancora per molti anni.
















