Il dibattito

Nuovo Piano urbanistico: Cna plaude, Simoncini critico

Presentata in Sala Gialla la revisione del vecchio Prg: Osimo sarà più verde. La Cna definisce il Puc positivo e mostra dubbi sullo sulla bretella a nord. L'ex sindaco contesta i tempi stretti e chiede il rinvio del consiglio di giovedì

26 Marzo 2023

di Redazione

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  • L'incontro di ieri in Sala Gialla per presentare il Puc

    L'incontro di ieri in Sala Gialla per presentare il Puc

    OSIMO – Presentato ieri mattina in Sala Gialla, nel corso di una assemblea pubblica, il Piano urbanistico comunale di Osimo che andrà ad apporre una profonda revisione al vecchio Prg approvato 15 anni fa dall’allora amministrazione Latini. Tra le novità principali, come scritto già qui, la retrocessione di ben 97 ettari di terreni da edificabili ad agricoli e la cancellazione degli ambiti di trasformazione strategica, gli agglomerati urbani pensati a suo tempo che impegnavano più privati costruttori in cambio delle risorse per fare la strada di bordo, ma che a conti fatti funzionò solo per un paio di tratti e per il resto, da crisi dell’edilizia, mancati accordi tra i vari privati e ricorso della Provincia al Tar restarono bloccati.

    Tra le opposizioni l’ex sindaco Stefano Simoncini, ora consigliere di minoranze per le Liste civiche, ha chiesto un rinvio di 30 giorni della discussione in aula consiliare prevista giovedì prossimo per l’adozione preliminare del Puc, che abbia il lungo iter tra osservazioni di cittadini, adozione definitiva e prescrizioni della Provincia con, infine, l’approvazione definitiva non prima del prossimo anno in Sala Gialla. Ecco la nota stampa di Simoncini: «visto l'o.d.g. del prossimo consiglio comunale con la presente inoltra formale e ufficiale protesta per i tempi ridotti con i quali si consente la disamina del nuovo PRG in adozione al prossimo consiglio comunale del 30 marzo. L'esame di un PRG prevede lo studio di numerosissimi elaborati tecnici, tavole di progetto, norme tecniche di attuazione tali che i pochi giorni a disposizione dei consiglieri sono assolutamente insufficienti. Si arriva a questa approvazione senza una presentazione alle categorie produttive dei costruttori, dell'Ance, dei cittadini, ai consigli di quartiere, agli ordini professionali e ai professionisti operanti nel territorio. Fatto salvo per una riunione con la rete delle professioni tecniche dove però solo pochi rappresentanti di ogni categoria di professionisti sono ivi presenti. Si richiede la posticipazione del consiglio comunale relativo all'approvazione del nuovo PRG di almeno 30 gg per dare la possibilità ai consiglieri comunali, soprattutto di minoranza, di esaminare tutti gli atti, le norme tecniche di attuazione e le tavole connesse e ai consigli di quartiere di esprimere il proprio parere seppur non vincolante».

    La replica del sindaco Pugnaloni: «Il Puc nasce proprio dal confronto con i cittadini, dagli incontri nei quartieri ribattezzati Arcipelago dei Contesti, con i quali i tecnici sono andati a recepire le istanze e a conoscere di persona criticità e punti di forza di ogni zona di Osimo per studiare la miglior proposta urbanistica. Il testo che andrà in consiglio giovedì è stato poi illustrato nei giorni scorsi alle categorie produttive e agli ordini professionali come già testimoniato dalle foto pubblicate sui social e infine alla cittadinanza invitata all’incontro di ieri in Sala Gialla. Quella di giovedì sarà solo l’adozione preliminare, poi da legge i professionisti e i cittadini avranno 60 giorni di tempo per presentare le proprie osservazioni che verranno discusse nella seduta di consiglio per l’adozione definitiva, quindi l’iter è ancora aperto e il Puc potrà essere modificato dalle istanze dei privati».

    A confermare che un confronto c’è stato con le associazioni di categoria, smentendo in parte Simoncini, è la stessa Cna della Valmusone che in una nota scrive: «Si è svolto in Municipio a Osimo un incontro con le categorie produttive per la presentazione del nuovo Prg. Un piano che pone ordine nel tessuto urbanistico della città, ricuce le ferite del vecchio Prg e presta attenzione al consumo di suolo e al recupero edilizio. Unico punto in cui l’associazione ha ribadito le sue perplessità risiede nella strada a nord della città che anche dopo la presentazione non convince. Sul punto più delicato, la strada di bordo e gli Ambiti Territoriali Strategici, ovvero le zone che erano destinate alla costruzione della strada di bordo attraverso l’urbanizzazione e il conseguente contributo dei privati, i tecnici del piano hanno spiegato un cambio di rotta: in pratica i numerosi tratti costruiti verranno riallacciati tra loro attraverso delle strade interquartiere. Questo permetterà di ricostruire una viabilità che permetterà di uscire e rientrare dalle frazioni. Gli strumenti per la costruzione per l’operazione di ricucitura della strada di bordo sarà duplice. In primo luogo attraverso i “permessi convenzionati”, strumenti che prevedono interventi con pochi privati (in maniera tale da evitare la problematica delle ATS) che con le lottizzazioni potranno concordare con il comune la costruzione della strada. In totale questa prima tipologia consta di 17 aree. In secondo luogo tramite l’azione del comune. Per quanto concerne l’edilizia produttiva sono previste normative che permettono il recupero con una premialità, le cosiddette “aree di rigenerazione”, ma soprattutto una certa flessibilità nella destinazione di uso (commerciale – artigianale o su casi specifici non facilmente identificabili come i coworking) che va incontro alle esigenze del mercato (si pensi alle attività artigianali che sempre più acquisiscono elementi commerciali). L’unico punto di perplessità rimane la strada a nord di Osimo, prevista dal piano ma che non convince ancora l’associazione».
    «Il piano urbanistico è sostanzialmente un documento positivo – hanno commentato Andrea Cantori e Andrea Cecconi, rispettivamente segretario e presidente della CNA Zona Sud di Ancona – Il progetto risolve alcune problematiche aperte dal vecchio PRG, superando il contenzioso con la Provincia, ma soprattutto ricucendo la “Strada di Bordo” che necessita assolutamente di essere conclusa. Questa necessità nasce dal fatto che a Sud di Osimo vi sono ormai agglomerati urbani ed industriali che hanno bisogno di una viabilità alternativa alla sola via Marco Polo. Questa ricucitura si basa su strade interquartiere, con la possibilità di essere finanziate dall’intervento pubblico, unica strada a nostro giudizio per completare l’opera – concludono Cantori e Cecconi – L’unico neo di questo piano rimane la strada a nord della città che a nostro giudizio rimane un’opera la cui utilità è ancora non sicura, il costo sembrerebbe elevato e taglia una delle aree non ancora cementificate. Secondo l’amministrazione comunale e i tecnici tale strada sarebbe necessaria per deviare il traffico pesante dal centro di Osimo, portandolo dalla nuova intersezione dell’IMT verso nord ed evitando quindi di farlo transitare per via Marco Polo. Ci chiediamo però, essendo destinata solo ai mezzi pesanti, quanti di questi mezzi si dirigono verso Macerata da Ancona, se la spesa e l’impegno rispettino il principio costi/benefici».

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