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Sanità, Torrette rinnova i precari ma solo per 29 giorni

La denuncia della Uil: «è l’ennesima beffa nei confronti di coloro che con il loro lavoro stanno garantendo la continuità dell’assistenza sanitaria»

24 Gennaio 2024

    La notizia di questi giorni è che la Direzione dell’Ospedale di Torrette ha deciso di rinnovare il contratto di lavoro del personale precario, in scadenza al 31 gennaio, per il solo mese di febbraio 2024 (cioè per 29 giorni).

    Già a novembre c’era stato un rinnovo di due mesi (dicembre ‘23 e gennaio ‘24) e quella attuale è l’ennesima beffa nei confronti di coloro che con il loro lavoro stanno garantendo la continuità nell’erogazione dell’assistenza sanitaria nel più importante ospedale delle Marche.

    In questa perdurante situazione di precarietà è probabile che alcuni professionisti siano costretti a guardarsi attorno e a decidere di abbandonare Torrette per trovare una collocazione più sicura e vantaggiosa presso altre strutture pubbliche o private, come è già accaduto poco tempo fa con 20 infermieri.

    Tutto ciò rappresenta un danno non solo per i dipendenti, che hanno diritto a certezze per il loro futuro personale e professionale, ma soprattutto per i pazienti, che vedranno impoverirsi ancora di più una già scarsa offerta di prestazioni mediche.

    Come sindacato, per altro, non possiamo che protestare anche per il fatto che nello scorso mese di novembre, mentre alla maggior parte del personale precario, come già riferito, è stato rinnovato il contratto per soli due mesi, per pochi altri si è proceduto a rinnovi più lunghi e per qualcun altro si sono “costruite” nuove strutture dipartimentali. E mentre ci si lamenta della carenza di personale sanitario (medici ed infermieri), si sono trovate le risorse per assumere ben quattro dirigenti amministrativi e tecnici.

    Tutte queste decisioni, per altro, sono state assunte senza alcun tipo di confronto e neppure di semplice informazione nei confronti delle organizzazioni sindacali, le quali da anni chiedono inutilmente l’avvio di una trattativa per la contrattazione decentrata della dirigenza medica, facendo anche notare che l’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche è, a tutt’oggi, l’unica della regione che si è rifiutata, di fatto, di discutere (e sottoscrivere) un atto dovuto come il contratto integrativo aziendale.

    In tale situazione la Uil Marche chiede alla Regione di intervenire con determinazione sulla gestione di un ospedale, che dovrebbe essere una eccellenza del territorio ma che, al contrario, appare oggi in uno stato di decadenza e di abbandono.

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