In cantina con Massi

A voi il Re capriccioso dello spumante in Oltrepo Pavese

Martedì, 05 Dicembre 2023

Massimiliano Porri

Massimiliano Porri

A voi il Re capriccioso dello spumante in Oltrepo Pavese

DALLA STORIA ALLA TAVOLA
La colonna dell’esercito romano avanzava tra i boschi di una nuova terra..i soldati apprezzavano la maestosità delle piante quando il loro sguardo fu attirato da una serie di piccoli frutti piramidali che pendevano dalle piante stesse. Si avvicinarono e… “Ma è uva!!!” esclamò un soldato! Esatto uva dalla forma di piccola pigna..il Pinot!

Passano i secoli e nelle sale dorate del suo splendido palazzo, il re del Regno di Sardegna passeggiava avanti e indietro quando a un certo punto, si volta di scatto verso il suo ministro e lo invita a bandire un concorso un po particolare: voleva uno spumante al pari dello Champagne francese anche nel suo regno!
Veloce come un’eco, si diffonde per il regno questo novello editto e tra le colline dell’Oltrepo Pavese è stato accolto.
Siamo nella Valle Scuropasso, un’altra valle di questo magnifico territorio tra i più vocati per la viticoltura e viticoltura d’eccezione!
In questa valle dall’orientamento Sud-Nord si incanalano i venti dalla Liguria, permettendo al clima di rimanere mite e asciutto. Inoltre il terreno è costituito da calcare e marna con lenti di argilla e limo. Un cocktail ideale per accogliere sul territorio del regno un nobile vitigno dal carattere un po particolare..“Enfant Terrible”, “Re Capriccioso” ma per gli amici è il Pinot Nero.
Siamo nel 1850 quando questo nobile vitigno viene accolto nella valle Scuropasso, e precisamente nelle proprietà del Conte Augusto Giorgi Vimercati di Vistarino e sempre qui, in questa tenuta, nel 1865 succede un fatto straordinario..un qualcosa che rimarrà impresso nella storia enologica italiana: il Pinot Nero viene spumantizzato per la prima volta con Metodo Classico!
Ecco gettate le basi per quella che diventerà un ulteriore fiore all’occhiello dell’Oltrepo Pavese, altra preziosa perla che si aggiunge nel forziere delle colline pavesi: la Denominazione di Origine Controllata e Garantita Oltrepo Pavese Metodo Classico!
Il Pinot Nero
CURIOSITA’ ENOICA: Pinot Nero deriva il suo nome da pigna e davvero il grappolo sembra una piccola pigna! Piccolo, serrato, con acini piccoli, tondi e dalla buccia sottile. In un ambiente umido l’uva può essere esposta a malattie e attacchi fungini ma laddove l’aria è asciutta e il clime mite, è preservata da questi fenomeni negativi.
Il Pinot Nero viene poi influenzato fortemente dalla zona di coltivazione, dal terreno e dal clima quindi, ecco perchè la stessa uva è in grado di dare risultati diversi a seconda della parte di territorio in cui si trova!
Ma non finisce qui..la maturazione del Pinot Nero è un momento critico da determinare in quanto occorre prestare attenzione a non far andare in surmaturazione l’acino per evitare lo sviluppo di certi sentori che possono ricordare il “pollaio”. Adesso ci credete che è davvero un Enfant Terrible”?

Tra queste colline il capriccioso Pinot Nero viene allevato e accudito da sapienti mani di grandi viticoltori che sanno trarne un prodotto unico, uno spumante adatto per il periodo che ci stiamo apprestando a vivere, uno spumante per le feste!
Spumante che ha meritato nel corso della sua storia di essere presente sulle navi da crociera e di sbarcare nel nuovo mondo.
Andiamo a scoprirlo meglio insieme allora!
Altri scorci della Valle Scuropasso

IL VITIGNO
Il Pinot Nero è una varietà particolarmente vecchia, con ogni probabilità una selezione di viti selvatiche creata dall’uomo almeno duemila anni fa.
Da molto tempo è coltivato in Borgogna ma è particolarmente soggetto a mutazioni (come Pinot Bianco, Pinot Grigio e Pinot Meuneier) e degenerazioni: sono moltissimi i cloni di Pinot Nero coltivati in Francia e in altre parti del mondo!
Per quanto si può generalizzare parlando di un vitigno con così tanti cloni, possiamo dire che il Pinot Nero ha un germogliamento precoce e questo potrebbe esporre i germogli a gelate tardive. Questo suo comportamento lo rende maggiormente adatto alle zone collinari piuttosto che a quelle di pianura.
Inoltre, come detto prima, il grappolo compatto e la buccia sottile degli acini, ne fanno un’uva particolarmente sensibile a malattie, batteri, funghi e muffe, pertanto lo sforzo richiesto in vigna è notevole.
Il Pinot Nero produce i vini di migliore qualità su terreni calcarei e freddi, terreni sui quali la vite precoce non matura troppo rapidamente, perdendo aromi e acidità.
Altra caratteristica del Pinot Nero è la scarsità di pigmentazione: infatti la vinificazione in rosso fermo non raggiunge mai l’impenetrabilità.
Quanto impegno vuole dunque questa vite in vigna..ma anche in cantina non è di certo da meno!

CURIOSITA’ ENOICA: L’Oltrepo Pavese è il terzo produttore in Europa di Pinot Nero e terzo anche nel mondo!

Germogli di Pinot NeroI germogli di Pinot Nero
DENOMINAZIONI E ABBINAMENTI
La Denominazione di Origine Controllata e Garantita Oltrepo Pavese Metodo Classico prevede almeno il 70% di Pinot Nero che sale a 85% laddove in etichetta ho la menzione del vitigno. La restante parte può essere colmata con uve Chardonnay, Pinot Grigio e Pinot Bianco da sole o disgiuntamente.
L’affinamento minimo è pari a 15 mesi che diventano 24 per la versione millesimato.
La tipologia è Metodo Classico Blanc de Noir e Rosè ma anche con menzione del vitigno, a seconda delle percentuali indicate sopra, Metodo Classico Pinot Nero e Metodo Classico Pinot Nero Rosè.

CURIOSITA’ ENOICA: Esiste un’ulteriore tipologia di rosè introdotta nel 2009 con regolamento più restrittivo rispetto al disciplinare: il Cruasé Metodo Classico. Questo spumante millesimato subisce un affinamento in bottiglia sui lieviti di almeno 24 mesi.

La DOCG nasce del 2007 a conferma della qualità dei prodotti di questa area geografica italiana, prodotti che già nel 1970 avevano ottenuto il riconoscimento della DOC, Denominazione di Origine Controllata.
Ma se il Pinot Nero ha la bacca nera..com’è possibile ottenere uno spumante bianco, il cosiddetto Blanc De Noir, vino bianco da uve nere, o rosato?
Ciò che caratterizza il colore di un vino è il contatto più o meno lungo con le bucce. Questo contatto deve però garantire un’estrazione del colore utile senza estrarre troppo tannino.
Per la vinificazione in bianco le uve di Pinot Nero subiscono una pressatura soffice con sgrondo immediato del mosto, senza lasciare il tempo alle bucce di cedere colore. Nonostante però manchi il contatto con le bucce, il vino base non è bianco ma assume un colore tendente al ramato scarico.
Per la vinificazione in rosato invece è previsto un tempo di macerazione che può andare dalle 4 alle 6 ore e che fa assumere al vino base una tipica colorazione detta buccia di cipolla.Il vino delle festeanche rosato
CURIOSITA’ ENOICA: Ma il vino rosato si può fare solo con il metodo della macerazione? No! Vi è un altro modo per condurre la vinificazione rosata, e cioè il metodo del salasso o saignée. Questa tecnica consiste nel prelevare dal fondo della vasca di macerazione di una vinificazione in rosso, una quantità di mosto variabile dal 10% al 30% e la si vinifica in bianco, cioè senza più le bucce. Questa parte di vino che è distante dal cappello formato dalle vinacce, presenta un colore rosato.

A livello olfattivo il Pinot Nero riesce a regalare molte emozioni.
Il Blanc de Noir apre con sentori finemente agrumati, fiori che ricordano l’acacia, il tiglio, sentori di miele e può capitare di riconoscere un profumo che riporta la mente ai campi dove si è prodotta la paglia..profumo che ricorda la camomilla!
La camomilla è riscontrabile anchesì nella versione rosso fermo ma non ci deve stupire il trovare un fiore bianco in un vino rosso: il Pinot Nero è una di quelle poche uve che, in determinate situazioni di terreno e clima, può sintetizzare nella buccia la molecola odorigena denominata Damascione che appunto ricorda la camomilla!
La tipologia rosata apre invece con note fruttate che ricordano le fragoline di bosco, il lampone e la mela rossa ai quali si accompagnano fini ed eleganti note floreali, in particolare la rosa.
Entrambe le tipologie danno vini di corpo, con bollicina dalla grana fine e perlage persistente.
Persistente è anche l’aroma retro-olfattivo.

Queste sue caratteristiche ne fanno un buon accompagnatore a momenti di chiacchiera e di aperitivo con tartine e salumi anche particolarmente grassi. Si accompagna perfettamente anche a formaggi la cui stagionatura va valutata con la permanenza dei lieviti e pesci come sgombri e sarde.

E’ consigliabile stappare lo spumante a distanza di almeno sei mesi dalla data di sboccatura.

Caro Pinot Nero..sarai capriccioso, sarai un enfant terrible, ma sai regalarci emozioni con una bollicina in grado di accompagnare i momenti conviviali e di festa, momenti che si stanno avvicinando con le ormai prossime feste natalizie e di inizio di anno nuovo! Auguri a tutti e..in alto i calici!!!

Il vino delle feste

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