In cantina con Massi

Il vino d'Abruzzo, color della notte e color del giorno

Venerdì, 02 Giugno 2023

Massimiliano Porri

Massimiliano Porri

Il vino d'Abruzzo, color della notte e color del giorno

L’estate è ormai alle porte e le temperature iniziano ad alzarsi. L’aereo vola pesante nel cielo sereno e dopo una forte virata, la fusoliera viene invasa di raggi solari mentre sotto di noi, piano piano, l’azzurro del mare lascia il posto alla terra. Ecco di fronte a noi l’Aeroporto degli Abruzzi! Appena fuori dall’aereo la calda brezza ci accarezza il viso..Pescara che insieme a Chieti, L’Aquila e Teramo, raccoglie sulle sue colline i bei grappoli compatti di un’uva dagli acini tondi e scuri che permettono di ottenere uno tra i vini più impenetrabili d’Italia: il Montepulciano d’Abruzzo.

CURIOSITA’ ENOICA: ma Montepulciano non è un ameno borgo toscano? Ebbene si! Ma non vi è alcun legame tra quest’uva e il borgo toscano..in questo inganno era caduto anche il buon Sante Lancerio, bottigliere di papa Paolo III Farnese. Il Vino Nobile di Montepulciano (lui si dall’omonimo borgo toscano!) è ottenuto da un clone di Sangiovese!

IL CERASUOLO
Il caldo inizia a farsi sentire e cosa c’è di meglio di rinfrescarsi con un buon calice di vino? Rosso? Forse..ma perchè non un fresco rosato? Nel 2010 è tra queste morbide colline che dalla Denominazione di Origine Controllata Montepulciano d’Abruzzo, nasce il Cerasuolo d’Abruzzo DOC dal caratteristico color ciliegia.
Ma com’è possibile? Il vitigno Montepulciano è scuro e il vino non dovrebbe essere impenetrabile?
Certo! Qualunque uva spremuta permette di ottenere un liquido chiaro che il contatto con le bucce arricchisce di molte sostanze tra cui quelle coloranti! E il colore che assume il vino dipende anche dal tempo di contatto del mosto in fermentazione con le vinacce.
Ma facciamo un piccolo passo indietro..è il 1943 e sotto le bombe della Seconda Guerra Mondiale, Leone De Castris in Puglia imbottiglia un vino rimasto poco tempo a contatto con le bucce e guarda che bel colore rosa che ha assunto! E’ il Five Roses: dedicato ai suoi cinque figli è anche il primo vino rosato d’Italia!
Ed ecco che anche qui in Abruzzo la vinificazione in rosa delle uve Montepulciano, permette di ottenere un vino dal colore di ciliegia, fresco e con fini sentori di piccoli frutti di bosco, in particolare fragoline selvatiche.
Siamo nelle quattro provincie della Regione e su colline costituite, nella fascia pedemontana da rocce sedimentarie marine ricche di argille e arenarie, mentre in prossimità del litorale prevalgono i depositi marini con argille e sabbie ricche di fossili, si identifica una fascia che non supera i 500 m s.l.m. con un massimo di 600 per le aree a mezzogiorno, escludendo le aree umide. E’ qui che si coltiva il Montepulciano atto a diventare Cerasuolo d’Abruzzo DOC.
Una volta pressate le uve la fermentazione è avviata a contatto per le bucce per un breve periodo di tempo che può essere fino a 6/12 ore (vino di una notte) o fino a 24 ore (vino di un giorno). Poi si separano le vinacce e la vinificazione prosegue quindi “in bianco”.

CURIOSITA’ ENOICA: ma il vino rosato lo ottengo mescolando vino bianco e vino rosso? Assolutamente no! Questa pratica è vietata in Italia. Posso ottenere il vino rosato per brevi macerazioni del vino in fermentazione con le vinacce oppure per contatto del mosto con le vinacce e poi lo lascio fermentare senza contatto con le vinacce ormai tolte.
Spesso il mondo del vino prende in prestito termini da altre attività e per la vinificazione in rosato avviene questo: dalla medicina, deriva il termine salasso. Dalla vasca in cui si sta svolgendo la fermentazione in rosso, cioè a contatto con le vinacce, dal fondo della vasca stessa estraggo una quantità di prodotto tra il 10% e il 30% che lascio poi proseguire con la fermentazione “in bianco”, ottenendo un vino rosato fresco e dal profumo vinoso e fruttato. La restante parte rimasta nella vasca prosegue la vinificazione per produrre un vino rosso.
Area Cerasuolo
I VITIGNI
L’areale risente della mitigazione apportata dal mare e della protezione che il massiccio del Gran Sasso offre dai venti freddi. D’estate vi sono forti escursioni termiche che permettono di fissare nell’uva composti aromatici ma anche acidità.
Qui il Montepulciano è il vitigno principale e probabilmente è proprio originario della zona di Torre de’ Passeri o della conca Peligna.
In passato questo vitigno era spesso confuso con il Sangiovese ma i viticoltori notavano che nei vigneti alcuni filari maturavano prima di altri. Le uve dalla maturazione precoce le chiamavano Montepulciano Primaticcio (in realtà Sangiovese) mentre quello dalla maturazione tardiva Montepulciano Cordisco (vitigno Montepulciano che in alcune parti conserva ancora questo nome).
MontepulcianoAbruzzoGrappoloI grappoli di Montepulciano d'Abruzzo
DENOMINAZIONI E ABBINAMENTI
La Denominazione di Origine Controllata Cerasuolo d’Abruzzo è ottenuto da almeno 85% di uva Montepulciano allevata nelle aree delle quattro provincie abruzzesi prima descritte e definite dal disciplicare, mentre la restante parte è composta da vitigni a bacca rossa non aromatici ammessi nella Regione.
La sua particolarità e il suo colore sono legati al metodo di vinificazione: il breve contatto con le bucce non permette di estrarre tannini oltre che sostanze coloranti.
L’elevazione viene poi effettuata in acciaio e il vino che si ottiene è quindi fresco e morbido con profumi eleganti di piccoli frutti rossi in particolare di fragoline selvatiche.
Alla vista si presenta sempre di un caratteristico color cerasuolo.
Il sorso è fresco, morbido ed equilibrato con un tannino lieve.
La sua temperatura di servizio ideale è 12°C e questo lo rende un vino adatto al periodo estivo, ai bei momenti di convivialità e aperitivi.
Ma in particolare, date queste sue caratteristiche, è adatto con antipasti di pesce, con piatti ricchi e delicati come i risotti, alcuni salumi e carni bianche anche con verdure.

Più strutturata con interessanti notate speziate è la versione superiore dove il disciplinare permette l’elevazione in botti di legno.
L’abbinamento è simile al precedente ma permette di azzardare con piatti più strutturati e dai profumi intensi.

Siamo alle porte dell’estate, prepariamoci assaporando un bel calice di vino rosato scaldati dai primi calori del nostro astro del giorno..lasciatevi incuriosire dal mondo dei vini rosati, vini dei quali avremo modo ancora di parlarne insieme!

massimiliano porriIl "nostro" Massimiliano Porri che cura la rubrica

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