Leggiamo con Pacle

"Le ferite originali" il potente romanzo di Eleonora Caruso

Sabato, 13 Gennaio 2024

Valentina "Pacle" Orazi

Valentina "Pacle" Orazi

"Le ferite originali" il potente romanzo di Eleonora Caruso

Siete pronti per un nuovo viaggio attraverso le pagine? Oggi vi porto con me attraverseremo le pagine di un libro di un’autrice italiana, Eleonora C. Caruso, scoperta grazie ad un’amica. Il libro di cui vi parlerò è “Le ferite originali”, (pubblicato dalla Mondadori nel 2018, il cui prezzo di copertina è di 19 euro). Ce ne andiamo a Milano, negli anni dell’expo e conosceremo Dafne una ragazza di 25 anni, una studentessa di medicina, figlia di medici, benestante, ma con un bisogno estremo di essere amata e una estrema necessità di rendersi utile a tal punto da mettere se stessa in secondo piano. Conosceremo Davide un ragazzo che vive in periferia, studente di ingegneria fisica, timido ed insicuro, inconsapevole della propria bellezza, segni di un ragazzo che per anni è stato preso in giro dai propri compagni di classe a causa del peso. Conosceremo anche Dante un quarantenne, uomo d’affari cinico, freddo e l’unica persona che riesce a tirare fuori la sua tenerezza è la figlia Diletta, uomo che ha allontanato tutti moglie compresa, perché non in grado di affrontare i propri dolori. Oltre all’iniziale del nome questi tre personaggi hanno in comune una persona, un uomo, anzi un ragazzo con cui tutti e tre hanno una relazione, ossia Christian il nostro protagonista, il file Rouge di tutta la storia.

Christian è un ex modello, di una bellezza estrema, manipolatore, egocentrico, seduttore seriale, ma allo stesso tempo è anche fragile. Christian da tutta la vita cerca di scappare dai propri mostri, ma soffre del disturbo dello spettro bipolare, periodicamente passa dall’euforia alla depressione e in queste fasi maniacali trascina tutti quelli che gli stanno intorno, tra cui anche Julian il fratello minore, il quale vede la figura del fratello maggiore come un modello inarrivabile. Christian invece per il fratello adolescente nutre un bene ossessivo, lo ama e lo odia allo stesso, perché è la parte sana di lui e della madre, il quale riesce ad avere un rapporto con il padre che lui odia perché ha lasciato la madre ed è andato avanti. Christian cerca in tutti modi di controllarlo e soffocarlo, con ogni mezzo (spesso anche violento) rendendo lo stesso Juilian lo spettro di sé stesso. Le vite di questi 4 personaggi restano legate, anche quando il vaso di Pandora che rappresenta la vita di Christian viene aperto rivelando ogni bugia detta da quest’ultimo.

Elena Caruso ha diviso la storia in periodi, ognuno dei quali rappresenta una fase specifica della vita dei personaggi, la narrazione cambia dando al lettore il modo di percepire l’intensità dei passaggi della storia e la sua evoluzione. Ogni periodo l’estate, l’autunno, l’inverno, per poi giungere alla fase del disgelo, rappresenta una fase o uno stadio della malattia di Christian, l’intensità e la rapidità con cui gli episodi iper-maniacali si alternano, agli episodi depressivi cambia. Dall’estate all’inverno gli atteggiamenti maniacali diventano sempre più intensi, le azioni sempre più confuse e la frequenza con cui avvengono questi cambiamenti è sempre maggiore. E se nel primo periodo riesci vedere razionalità che Christian mette nel compromettere i rapporti con ogni singolo personaggio legato alla sua vita, con il fratello che cerca di compiacerlo, con Dafne che nella sua paura di essere abbandonata lo asseconda perché sente l’estremo bisogno di sentirsi utile a tal punto da usarlo, con Davide che sembra essere l’unico che riesce a calmarlo, ma per tenersi ancorato a loro costruisce un castello fatto di menzogne e poi c’è Dante con cui instaura un rapporto malsano, abusivo, i loro incontri sono un pugno nello stomaco, basati su eccessi, violenza, tuttavia paradossalmente nel suo momento più buio si rifugerà nel loro rapporto e cercherà l’aiuto di Dante.

Questo muro di bugie serve a Christian per punirsi, per sentirsi vivo e quando quest’ultimo inizia a sgretolarsi inizia una fase degenerativa dove gli episodi maniacali misti sono sempre più frequenti e riga dopo riga vedi l’equilibrio svanire, la coltre di nebbia si intensifica, i momenti di apatia diventano sempre più profondi e i momenti di euforia saranno sempre più intensi. Lo stesso userà sesso, droga ed eccessi per annullarsi e per spegnere il cervello.

“Le ferite originali” è un romanzo che non parla di salvezza, redenzione, ma parla di rinascita perché quando il mondo che hai sotto i piedi crolla l’unica cosa che puoi fare è commiserarti e distruggerti o rinascere dalle macerie.
Parola dopo parola, riga dopo riga, pagina dopo pagina la Caruso è in grado di trascinarti nella follia di Christian e te la fa vivere. Con ogni dolore, silenzio, delirio fa emergere ogni fragilità di Christian e di tutti gli altri personaggi. La cosa particolare è che riesci a comprendere e scoprire Christian attraverso gli altri personaggi. Con le sue parole ti mostra come ogni persona si porta dietro un bagaglio, che è più o meno pesante, che ognuno di noi indossa ferite e cicatrici, le cerchiamo negli altri e allo stesso tempo cerchiamo di fuggire da quest’ultime. Sono consapevole che non è un libro adatto a tutti, che va letto a piccole dosi e solo se si è pronti, ma sono altrettanto convinta che sia un libro che andrebbe letto almeno una volta nella vita perché ci mostra una finestra di realtà che spesso ignoriamo o facciamo finta che non ci sia. Con le sue parole è in grado di insegnarti che ogni essere umano deve essere osservato a 360 gradi, vanno considerate la sua storia, le sue azioni, ogni sua sfaccettatura. Ti mostra che ogni persona ha luce e buio all’interno di sé, dove alcune volte sono bilanciate ed altre volte no.

Mi sento di darvi un consiglio, perché è un libro potente che vi arriva nel profondo, vi delinea un prima e un dopo, se iniziate la lettura e sentite che non è il suo momento stoppatela e riprendete quando vi sentite pronti.
foto libro Le Ferite originali
Ora vi lascio con una frase che mi ha particolarmente segnato:
Parla abbastanza con qualcuno e tirerà fuori la storia del tempo. Ma il tempo non guarisce veramente le ferite, non allontana affatto il dolore - fa il contrario. Il tempo da altro tempo alla ferita di infettarsi e dà a noi il tempo di tornare sui luoghi di quel dolore

 

PARTNER

astea francinella
Web Marketing e Siti Internet Omnigraf - Web Marketing e Siti Internet