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Lorenzo Amurri racconta la sua vita sconvolta in "Apnea"

Domenica, 08 Settembre 2024

Valentina "Pacle" Orazi

Valentina "Pacle" Orazi

Lorenzo Amurri racconta la sua vita sconvolta in "Apnea"
Chi mi conosce sa che sono una persona che per natura è già titubante e che di conseguenza tendo a non fidarmi delle persone e del loro giudizio. Quindi, da lettrice, tendo ad evitare tutti quei libri che vengono consigliati in modo incessante, quei libri che generalmente sono molto pubblicizzati e discussi sui social o sulle pagine. Tendo anche ad evitare di leggere quelle storie che hanno recensioni troppo positive perché ho già avuto modo di riscontrare che tendo ad avere delle pretese troppo elevate a tal punto da rovinarmi la lettura e tutto il viaggio connesso ad essa. Quest'anno infatti mi sono posta l’obiettivo di superare alcuni miei limiti tra i quali anche quello di sfatare questi miei pregiudizi, perché per me sta rappresentando un grosso ostacolo.
Per tanto in questa puntata della mia rubrica vi voglio parlare di un libro che ho scoperto grazie ad una ragazza che ne ha parlato e che ho terminato a giugno. Questo mese la recensione sarà abbastanza a caldo, perché ad essere sincera faccio ancora fatica ad elaborare la sensazione che mi ha lasciato sulla pelle le ultime pagine di quest'ultimo.

Facciamo una piccola premessa il romanzo di cui vi sto per parlare racconta una storia vera, precisamente racconta di una parte della vita dell’autore.

Il libro che ora porterò di nuovo alla luce è “Apnea” di Lorenzo Amurri, forse conoscerete la storia di questo autore e artista o forse come per me sarà una scoperta sconvolgente. Per prima cosa va detto che generalmente non mi soffermo su copertina e titolo ma devo dire che sia la copertina che il titolo non solo sono eloquenti, ma anche coerenti. Il libro sebbene sia stato pubblicato nel 2013 dalla Fandango (il cui prezzo di copertina nella versione cartacea è di 12,50€ , mentre nella versione digitale è di 9,99€), per me è stata una scoperta in tutti sensi perché non conoscevo ne Amurri, ne la sua storia e ne tanto meno non sapevo dell’esistenza di questo libro.

In questo romanzo Lorenzo racconta la sua storia, la vita, le sensazioni che prova dopo che un incidente lo porta su una sedia a rotelle con una lesione al midollo osseo e la perdita notevole delle funzionalità del corpo è che di conseguenza dovrà imparare a conoscere di nuovo il proprio corpo ed accettare la sua nuova vita, un po’ come un bambino che scopre se stesso.

Lorenzo è un musicista di talento e nel momento in cui il suo sogno starà per realizzarsi, la sua vita per come la conosce sta per andare in mille pezzi. Decide di andare a sciare con la fidanzata e gli amici e quello che doveva essere un momento spensierato si trasforma in un incubo. Perché, durante una discesa, si scontra contro uno dei piloni della seggiovia, finendo a faccia in giù sulla neve, dove si sente come se fosse all’interno di un batuffolo di ovatta, non sente più nulla e gli manca l’aria. Ed è proprio qui che inizia quella sensazione di apnea. Un racconto estemporaneo dell’incidente, dei soccorsi e del suo arrivo in ospedale e dell’operazione durata per ore, poi quando si sveglia dal coma la scoperta più atroce, la vita come la conosce non sarà più la stessa, perché ora dovrà iniziare ad accettare il fatto che il suo corpo e la sua testa saranno per il resto della sua vita due cose separate.

Lorenzo in quel tragico incidente non perde solo l’uso del proprio corpo, ma perde anche ogni possibilità di poter vivere facendo musica, perché per lui tornare ad abbracciare la chitarra che ama è una parte essenziale ed è anche l’unica cosa che lo anima fin da quando viene mandato in una clinica di riabilitazione a Zurigo dove dovrà non solo imparare ad usare di nuovo il suo corpo, ma dovrà accettare quella che sarà la sua nuova vita. La riabilitazione sarà lunga e dolorosa, ma la clinica dove è stato ricoverato avrà la funzione di un nuovo grembo materno e lo dice lui stesso:

“L’ospedale è anche un specie di grembo di un invisibile placenta dove ci si sente al sicuro, dove ogni problema o quasi può essere risolto, dove ci sono persone che sanno come prendersi cura di te”.

All'inizio della sua riabilitazione sarà animato dal desiderio di tornare a far musica, ma quando il suo sogno verrà infranto, perché il suo corpo non sarà più come prima, perde ogni speranza ed inizia ad isolarsi un po’ alla volta. Nonostante sia sempre circondato dalla fidanzata, dalla famiglia e dagli amici fidati.
apnea
La clinica dove è ricoverato lo protegge dal mondo esterno, dalle difficoltà e dalle persone estranee e quando verrà dimesso dovrà iniziare la parte più difficile della sua vita e della riabilitazione, perché dovrà iniziare a vivere questa nuova vita che non ama e la realtà dei fatti farà emergere ombre sempre più scure e opprimenti, che lo porteranno sempre di più ad estraniarsi, ad allontanare tutti perché inizia a perdere quei punti di riferimento che è riuscito a trovare in quei mesi, il personale, il fratello.

Lui stesso dice:
“Nel momento in cui inevitabilmente avviene il parto, lo smarrimento e la paura che si sentono sono probabilmente gli stessi sentimenti che prova un neonato, solo enfatizzati dalla coscienza di un aduto”.

Una volta tornato a casa odia il fatto che tutto ormai non sia più a portata di mano, che tutti sono più alti lui. Odia che avrà per sempre una vita dipendente in parte da quella degli altri e ogni tappa viene raggiunta troppo lentamente per lui. Tornando a casa torna quella costante sensazione di apnea, ogni tappa diventa sempre più irraggiungibile o lenta, il mondo lo guarda in modo diverso, ma soprattutto lo tratta in modo diverso. Il mondo che conosce non è più adatto a lui, perché come lui afferma:

“Il mio adattamento fisico alla nuova condizione viaggia di pari passo con l'adattamento psicologico delle persone che ho intorno”.

In questo romanzo, Lorenzo parla della sua rinascita, del suo tornare alla vita, tappa dopo tappa, ma ogni risultato e obiettivo che raggiunge, viene sempre oscurato da ombre che lo porteranno ad isolarsi sempre di più, prova a rifugiarsi nella musica, ma ormai non lo attrae più, nei film per vivere vite non sue, tutto ormai è circondato dal silenzio, perché sente e vede in modo diverso. E come si sa ad ogni azione corrisponde sempre delle reazioni, infatti cosa succede quando la gente si stanca dei propri atti e gesti e stanca di vedere una persona che si ama buttare la propria vita solo perché fa fatica ad accettare la sua nuova condizione? Se ne vanno. Lui stesso dice:

“Ma io non posso capire, le mie antenne non ricevono comunicazioni dall'esterno. Sono come un cieco a cui cercano di spiegare cosa siano i colori. Troppo impegnato… a vivere una vita che non c’è più. Faccio finta di vivere, di andare avanti, ma no so dove; sono fermo, come in un esercizio di corsa sul posto. Non mi smuove nemmeno l'amore incondizionato che ricevo”.

Lorenzo in queste pagine racconta quella sensazione di avere l’acqua nei polmoni e in quelle ultime pagine, lette senza riuscire a staccarmi ho sentito quella sensazione di soffocamento, come se avessi l’acqua nei polmoni e la scena finale è stata a tal punto suggestiva che io mi sono totalmente immedesimata in lui e quella sensazione di annegare l’ho sentita, la sua acqua nei polmoni era anche la mia.
Un romanzo intenso, ricco di emozioni e non vi aspettate che sia un romanzo dove l’autore si compatisce, perché in questo libro viene raccontata la rinascita di una persona che amava la sua vita per quella che era e invece si trova a dover scoprire ed accettare una vita con dei limiti, a dire addio alla sua totale indipendenza e alla libertà, perché per lui :

“La libertà di pensiero è libertà di movimento”.

Di primo impatto mi sono chiesta come reagirei io se succedesse a me? Ma tuttavia mentre cercavo di darmi una risposta mi sono resa conto che lo scopo di questo romanzo non è quello di metterci nei panni di Lorenzo o di una persona che si trova a vivere situazioni simili. Perché parla di rinascita e non vuole portare il lettore a comprendere delle difficoltà e dei limiti di un disabile, perché la compassione non serve a nulla.
Quello che ci vuole far capire che ognuno di noi vive il proprio dolore in un modo tutto suo e che spesso quello che non riusciamo ad accettare e a comprendere può oscurare tante possibilità diverse. Ci fa capire che il peggior nemico spesso non è all'asterno, ma spesso vive all'interno di noi, ci fa capire che per quanto amore e aiuto possiamo ricevere, se siamo I primi ad ostacolare il nostro cammino non riusciremo mai a vedere aldilà del nostro dolore. Lui stesso dice:

“Quando la mattina apro gli occhi, mi ritrovo perso nel mio labirinto di dolore dal quale non c’è via d’uscita, e mi rifugio nel silenzio come un lupo ferito. Quell’ostinato silenzio che porterà con sé altra sofferenza”.

Ci insegna che non dobbiamo aver paura di vivere una vita diversa da quella che avevamo sognato.
Questo è un libro che offre ai lettori numerevoli punti di riflessione, sul dolore, l’accettazione, sul tornare a vivere. Credo che non smetterò di consigliare perché ad oggi occupa un posto speciale nel mio cuore.

Ora però vi lascio con una frase che mi ha colpito:
“Tu pensi solo a ciò che non puoi fare e che non puoi avere, concentrati su quello che hai e che puoi… hai ancora gli occhi per vedere il mondo, il naso per sentire i profumi che ti circondano, la bocca per parlare e per mangiare e il cervello per godere di queste facoltà”.

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