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Scopriamo “Tutto il buio dei miei giorni” di Silvia Ciompi

Martedì, 20 Febbraio 2024

Valentina "Pacle" Orazi

Valentina "Pacle" Orazi

Scopriamo “Tutto il buio dei miei giorni” di Silvia Ciompi

Spesso sui social e nella vita di tutti i giorni, mi capita di assistere ad una diatriba tra differenti lettori in merito alle letture che vengono reputate di serie A o di serie B. Perché anche tra noi lettori tendiamo ad avere pregiudizi, spesso giudichiamo un altro lettore sulla base delle sue letture, sul fatto che leggano tanti libri in un anno e tutti dello stesso genere o che prediliga un genere rispetto ad un altro. Ma poiché sono fortemente convinta che a fare la differenza sia sempre quello che percepiamo dalle storie lette e ciò che impariamo da esse, ho deciso che oggi vi parlerò di un romance, che ho avuto modo di leggere recentemente. Sappiamo tutti che questo è un genere ampiamente reputato di serie b, e spesso si tende a pensare che sia destinato a persone con un certo livello culturale, piuttosto che un altro, che il fulcro delle storie lette è sempre lo stesso.

Oggi il nostro viaggio ci porterà tra le pagine di “Tutto il buio dei miei giorni” di Silvia Ciompi, (edito da Sperling & Kupfer, il cui prezzo dell’edizione in copertina rigida è di 14,90 euro, nella versione digitale invece è di 6,99 euro). In questo romanzo non abbiamo la solita storia di amore, seppur ci possano essere dei cliché, questa è la storia di Camille una ragazza di venti anni che rispetto a molte altre sue coetanee, il luogo che preferisce di più al mondo è lo stadio, lei non solo lo ama ma ama anche quella curva dove il padre la porta da quando aveva 6 anni, quando lei sognava solo le principesse. Ogni domenica, in quegli spalti si sente viva e libera, guarda da lontano gli ultras e sogna di essere una di loro. Però la vita non va mai come vorremmo ed è proprio fuori da quel luogo che lei tanto ama la vita che ha sempre vissuto e sognato si spezza, perché un’auto con dentro un gruppo di ultras la investe. In quel gruppo c’è Teschio, un ragazzo che all’apparenza è il cliché del cattivo ragazzo, ultras, pieno di tatuaggi, alle domande risponde a metà o con un’altra domanda, ma questo è solo un vestito che ha deciso di indossare per tenere lontano le persone. Perché Teschio è un uomo tormentato tanto dal passato, quanto dal presente, un uomo schivo, quasi inarrivabile.

Esteriormente i due protagonisti non potrebbero essere più diversi di quanto già non siano, sono come il giorno e la notte; eppure, in realtà sono più simili di quanto pensano, perché sono come due libri uguali rilegati con due copertine diverse, saranno agli antipodi, ma sono due anime spezzate che hanno bisogno di essere curate e spronate. Ad unirli oltre alla passione per la curva è il loro dolore, quello che Camille prova per tutto quello che ha perso e quello di Teschio per quello che ha fatto a lei e per quello che ha vissuto.
Si sono incrociati diverse volte allo stadio, ma sarà l’incidente a intrecciare inesorabilmente le loro vite. La storia è narrata in prima persona e le loro voci si alternano e tutta la crescita dei personaggi e la loro evoluzione ha inizio da quel momento, di fatti il tempo viene scandito dai giorni che passano dopo l’incidente. Quell’incidente è la causa che spingerà Teschio ad entrare nella sua vita, perché non si dà pace, per avergliela rovinata. Non sarà solo Camille ad uscirne a pezzi, perché anche Teschio ne esce distrutto, la sua vita si ferma insieme a quello della ragazza che guardava di nascosto allo stadio e soffre per quello che le ha tolto.

Camille si sveglia nel letto di quell’ospedale, la sua vita è rovinata, non potrà più camminare, il braccio forse non tornerà più come una volta. Mentre il suo dolore fisico viene attenuato dai farmici, sarà quello interiore ad essere il più forte, un dolore sordo, derivato da tutto quello che non potrà più fare, ma anche per quello che non è riuscita a fare. Rifiuta le persone che le vogliono bene, rifiuta la sua nuova vita, rifiuta il cibo, perché per lei non ha più senso vivere così ed avrebbe preferito morire. Si sente braccata, si sente compatita e odia che tutti le ricordino cosa ha perso, chi non sarà più. Ma l’unica cosa di cui avrebbe bisogno è che qualcuno la motivi, che le faccia capire che si può tornare a vivere e tra il sarcasmo, le mezze risposte e le domande Teschio gli darà la spinta per tornare a vivere. Tra loro c’è subito un’intesa, diventano amici ma il loro rapporto sarà molto di più di un’amicizia, è intenso. Non hanno mezze misure si amano, si odiano, si fanno a pezzi e si ricostruiscono.

“Noi siamo cicatrici, siamo incendi, siamo bruciature e cenere”.
tutto il buio dei miei giorni
Ad ogni pagina l’autrice ti spinge all’interno di un vortice di emozioni, la lettura è un continuo sali e scendi, ti senti addosso ogni emozione, ogni ferita che si infliggono diventa la tua ed ogni dolore diviene il tuo. Senti le urla di Camille all’interno della tua testa, il suo strazio, la sua perdita. Senti l’odio che Teschio nutre per sé stesso, il peso delle sue bugie eppure sei lì che li ami e li odi per quello che fanno all’altro, ma soprattutto li odi per quello che fanno a loro stessi. Attraverso le sue parole ti fa capire che la vita è piena di imprevisti, che non sempre va come da programma, ci possono capitare eventi che ci spezzeranno e ci faranno cadere ed in quel momento dobbiamo trovare un modo per alzarci ed andare avanti. Dal rapporto che Teschio ha con il suo gruppo comprendi che la famiglia ce la scegliamo, che l’amore non è sempre rose e fiori, che è in grado di infliggerti ferite, di lasciarti cicatrici più o meno profonde, ma è anche in grado di darti la spinta per lottare, per andare avanti. Usando le parole dell’autrice: “L’amore non cancella il dolore, lo amplifica. Incide cicatrici, scava buchi e non cancella il buio. Ma per quanto male ti facciamo dà la forza di lottare”. Ci insegna che le persone sono molto di più di quello che lasciano vedere, che le sicurezze che uno mostra in alcuni casi possano essere solo delle corazze che usano per proteggersi.

Con il suo stile di scrittura, l’autrice ti coinvolge e ti tiene incollata alle pagine, e senza rendertene conto sei catapultata nel loro mondo, ti offre punti di riflessione e il linguaggio che usa in alcuni passaggi l’ho trovato poetico.
Ho trovato la trama ben sviluppata e i personaggi caratterizzati bene, la loro crescita è tangibile; tuttavia, sebbene io abbia amato la storia e mi abbia coinvolto entrandomi dentro, riuscendo a sentire la loro storia un po’ mia, non è perfetto. Mettici che è uscito da wattpad, che è il libro di esordio dell’autrice, una grande mancanza è il fatto che per tutto il tempo non sappiamo dove ci troviamo, si suppone che ci troviamo nel versante tirrenico e questo l’ho capito solo per il vento che viene nominato, ma sebbene sia una cosa che io odi nei testi, in realtà non mi ha dato fastidio perché implicitamente da spazio al lettore di identificarsi in loro. Un aspetto che avrei voluto vedere è il ruolo di ultras di Teschio il quale nella storia è stato solo accennato. Non è un libro che potrebbe piacere a tutti, per le tematiche, per il genere o per alcune mancanze, tuttavia mi sento di consigliarlo. Tuttavia leggetelo senza pregiudizio e senza aspettative. È vero che non sarà il libro della vita, ma Camille e Teschio hanno un posto speciale nel mio cuore.

“Tutto il buio dei miei giorni” è un libro che fa parte di una serie, dopo questo primo volume ci sono un romanzo con protagonisti diversi e una novella di Camille e Teschio.

Ora però vi lascio con una frase che mi è rimasta impressa, cambierò solo una parola:
“Ho capito che succedono un sacco di cose in questa vita, cose orrende, cose assurde come quella che è successa a me, ma ogni sole che sorge è anche una possibilità e l’unico modo per mandare a quel paese le cose che succedono è affrontarle. Sempre”.

 

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