Scienza e territorio

James Webb Telescope, orizzonti lontani verso interminati spazi

Giovedì, 21 Luglio 2022

James Webb Telescope, orizzonti lontani verso interminati spazi
Il 12 luglio di quest’anno ha segnato una tappa fondamentale nel campo dell’astrofisica. In realtà diverse sono le date significative per lo sviluppo del progetto a cui ci riferiamo, a partire dall’ideazione e dal coordinamento tra agenzie coinvolte (NASA, Agenzia Spaziale Europea, Agenzia Spaziale Canadese), fino alla realizzazione delle varie componenti, i collaudi e quant’ altro che non possiamo nemmeno immaginare con la più fervida fantasia.
Evocativa su tutte la data del 25 dicembre 2021 che, proprio nel giorno di Natale, segnando la partenza del razzo Ariane 5 dallo spazioporto di Korou nella Guyana francese, ha portato in orbita il Telescopio spaziale James Webb (JWST).
E adesso, dalla distanza di circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra, JWST ha iniziato ad inviare, a partire dal 12 luglio, le prime meravigliose e stupefacenti immagini, che tutti gli scienziati del mondo definiscono incredibili per quanto riescono a mostrare rispetto agli strumenti utilizzati finora, anche notevolmente superiori a quelle di Hubble Space Telescope, strumento lanciato nel 1990 e ancora operativo da oltre trent’anni.
Il Telescopio JWST è una vera meraviglia di tecnologia in ogni suo aspetto, in particolare nei sistemi ottici che offrono quel livello di qualità di immagini, attraverso il MIRI (Mid-InfraRed Instrument), cioè lo strumento che consiste in una fotocamera ed uno spettrografo per osservare la radiazione infrarossa medio-lunga da 5 a 28 micron e che può vedere la luce di lunghezza d'onda più lunga. Alla realizzazione del MIRI ha contribuito anche Astron Nova, realtà olandese presso la quale è coinvolta Cristina Cerioni che con l’astrofisica Francesca Faedi, entrambe marchigiane, ha partecipato all’incontro trasmesso online da Osimo Web, commentando la diretta dell’evento di presentazione delle prime incredibili immagini che consentiranno agli scienziati di capire in maniera più approfondita il percorso di formazione di nuove galassie.
E la nostra Regione può vantare tra i suoi figli illustri anche un ottico-astronomo famoso per la realizzazione di strumenti ottici di altissima qualità sia astronomici che microscopici. Si tratta di Eustachio Divini (San Severino Marche, 4 ottobre 1610 – 22 febbraio 1685), costruttore di telescopi e microscopi ed uno dei primi ad aver sviluppato la tecnologia necessaria per produrre strumenti ottici scientifici. Egli costruì un gran numero di microscopi composti. Da ricordare che il famoso scienziato Marcello Malpighi (1628-94), considerato il padre dell'osservazione microscopica in anatomia, il primo a scoprire il legame tra le arterie e le vene, nel 1661 si servì di un microscopio diviniano per le sue osservazioni sulla circolazione del sangue. Emanuele Maignan, teologo e matematico suo contemporaneo, a proposito dei microscopi del Divini dichiarò che "l'arte del costruire tali strumenti "...nata in Belgio, nutrita a Firenze da Galileo e a Napoli da Fontana, di nuovo coltivata a Firenze da Torricelli, ora con maggior successo e perfezionati a Roma dalla mano, se è lecito dirlo, divina di Eustachio Divini" (Morroni M., l’Astronomia nelle Marche, 2019 p. 161)
E riguardo alla fama dei suoi telescopi ottici, si può citare un giudizio del suo tempo: "costruì strumenti apprezzati in tutta Europa, quali lenti, microscopi ma soprattutto cannocchiali, di cui si valse per effettuare, a Roma, osservazioni in base alle quali poté delineare una carta lunare e disegni dei pianeti". (Treccani.it).
Divini fece parecchie osservazioni anche autonomamente e nel 1795 il rame di una incisione era persino ad Osimo, in casa dei Gallo, in quanto fece parte dell’eredità del Divini portata da Maria Divini, moglie di Alessandro Gallo (Morroni M., cit, p. 162).
Dunque la comunità scientifica da sempre guarda dall’infinitamente piccolo all’infinitamente grande avvalendosi di telescopi e microscopi quali strumenti scientifici di altissima qualità: oggi con il JWST guardiamo verso gli interminati spazi di leopardiana memoria, i nuovi orizzonti che gli attuali e moderni strumenti tecnologici aprono alla nostra vista e al nostro pensiero, e ancora ci cattura lo stupore per la bellezza e per le nuove visioni tra poesia e scienza che, anche nella nostra regione, trovano artefici illustri.

PARTNER

Web Marketing e Siti Internet Omnigraf - Web Marketing e Siti Internet