Scienza e territorio

L’impatto della ricerca scientifica sulla società

Domenica, 03 Luglio 2022

L’impatto della ricerca scientifica sulla società
Spesso, troppo spesso, si pensa che la ricerca scientifica non sia utile per la società e che i relativi investimenti sarebbero spese superflue, in effetti i fondi pubblici per la ricerca sono sempre molto scarsi. Come se la stessa classe politica seguisse questa linea di pensiero.
Varrebbe la pena di ricordare..... Era il 1862 e Giovanni Virginio Schiaparelli, giovane direttore dell’Osservatorio di Brera, aveva fatto richiesta al Ministero di un nuovo telescopio, molto costoso, un riflettore costruito in Germania dalle Officine Mertz per la parte ottica e Repsold per la montatura: http://museoastronomico.brera.inaf.it/giovanni-virginio-schiaparelli-1835-1910/ .
Era un’Italia in costruzione, che usciva da crisi varie, guerre, problemi sanitari e sociali, e dunque era difficile che il Parlamento autorizzasse quella spesa. C’erano ben altre esigenze, si diceva. Ma il Ministro delle finanze di allora, Quintino Sella, famoso per il suo rigore contabile, perorò la causa della scienza, esaltandone l’importanza per il progresso sociale delle future generazioni, come racconta Patrizia Caraveo nel suo contributo in “Quello che ora sappiamo. Tutte le volte che la scienza ha cambiato idea” (Sole24 Ore, maggio 2022). E il progetto fu approvato. Altri tempi, altri uomini di Stato, altre visioni.
E sul tema dell’impatto della scienza sulla società si porta un esempio che parte da lontano, ma arriva a sviluppi più attuali. Riguarda Galileo Galilei e le sue scoperte sul moto del pendolo. In matematica i rompicapi posti dal pendolo stimolarono lo sviluppo del calcolo infinitesimale, in fisica ed ingegneria diventarono il modello per descrivere le oscillazioni. L’ondeggiare della passerella di un ponte, i rimbalzi di un’auto con ammortizzatori troppo morbidi, i colpi di una lavatrice sbilanciata, i rimbombi della Terra durante le scosse di assestamento. Ogni campo della scienza e della tecnologia oggi ha la sua versione del moto oscillatorio (Steven Strogatz, Il potere dell’infinito: l’Universo raccontato dal calcolo infinitesimale, pp. 100 e ss). Dalle rotazioni dei generatori che producono corrente alternata e la mandano nelle nostre case e negli uffici, alle oscillazioni quantistiche delle particelle elementari della cosiddetta giunzione di Josephson che l’aveva prevista, che trova infinite applicazioni, fino alla neurochirurgia non invasiva, per individuare tumori cerebrali o le lesioni che provocano attacchi nei pazienti epilettici.
E nella prossima generazione di computer, le giunzioni di Josephson potrebbero trovarsi alla base di chip estremamente veloci e avere un ruolo nella computazione quantistica, che potrebbe rivoluzionare l’nformatica. E il pendolo, per tornare al nostro Galileo, ha anche fornito il primo strumento per misurare il tempo in modo accurato. Poi con il bilanciere lo sviluppo continuò e portò ad ulteriori applicazioni, a partire dall’orientamento negli spostamenti per aria e per mare. E la regola di contare le oscillazioni vale anche per l’orologio atomico, che è una versione moderna dell’orologio a pendolo di Galileo, che invece di contare i movimenti avanti e indietro di un peso conta le oscillazioni degli atomi di cesio in transizione tra due stati di energia; oscillazioni che avvengono 9.192.631.770 volte al secondo. Il meccanismo è diverso, ma il principio è lo stesso (Strogatz cit., p.103). Sono strumenti come questo posizionati sui satelliti che permettono il funzionamento del GPS del cellulare e dell’auto, di cui oggi non potremmo fare a meno.
Queste piccole storie possono aiutare a capire, a rendersi conto di quanto ricerca e progresso scientifico siano essenziali per lo sviluppo della società, per il benessere ed il miglioramento della qualità della vita. Qualunque gesto facciamo, qualunque strumento, oggetto utilizziamo è grazie alla ricerca scientifica animata dallo studio di tanti scienziati e ricercatori sconosciuti, che hanno dato il loro contributo con intuizioni e ricerche guidate da passione e dall’impegno, a volte, di una vita. Ecco dunque la necessità di promuoverne lo studio tra i giovani e tra le giovani ragazze, anche loro necessarie per contribuire con nuove idee e visioni allo sviluppo ed al progresso della società, partecipando a migliorare le condizioni di vita di tutta l’umanità.

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