Scienza e territorio

Una data, un marchigiano, che segna la storia dell’Italia nell’aerospazio

Lunedì, 08 Agosto 2022

Luigi Broglio, considerato il padre dell'astronautica italiana (Osimo e Dintorni)

8 agosto 1962. E’ una data storica per l’Italia. Una tappa che segna come il nostro Paese sia diventato e rappresenti ancora una potenza mondiale in campo aerospaziale. Quel giorno - esattamente 60 anni fa - l’ingegner Luigi Broglio, padre dell’astronautica italiana ed in particolare del progetto San Marco che avrebbe reso l’Italia il terzo Paese al mondo (dopo URSS e USA) a lanciare un proprio satellite nello spazio, scrisse all’ingegner Enrico Mattei una lettera per chiedergli se aveva avuto modo di parlare della questione dello “Scarabeo” all’ingegner Girotti, rinnovandogli “la viva preghiera perché con il Suo alto interessamento la piattaforma in questione possa essere utilizzata per la fine dell’ottobre p.v. dalla Commissione Ricerche Spaziali del CNR, nella realizzazione degli esperimenti scientifici e pacifici che costituiscono, come noto, il nostro programma”. E lo ringrazia anche a nome degli studiosi italiani interessati agli esperimenti (dal testo lettera, fonte: RAI, “L’Europa nello spazio-Luigi Broglio”; puntata condotta dal Prof. Michelangelo De Maria).

Quella lettera testimonia l’importanza del ruolo svolto da Enrico Mattei nella realizzazione del progetto. Un marchigiano legato ad Acqualagna, dove nacque nel 1906, e a Matelica, dove hanno sede il Museo e la
Fondazione a lui intitolata. Purtroppo una tragica fine lo attendeva, tre mesi dopo, il 27 ottobre 1962. Nel volo di ritorno a Milano da Catania, il suo aereo precipitò nelle campagne di Bascapè, in provincia di Pavia,
mentre era in fase di avvicinamento all'aeroporto di Linate.

Luigi Broglio ed Enrico Mattei, due grandi personaggi della storia moderna dell’Italia. Si erano incontrati un anno prima, il 24 agosto 1961, a Massa Marittima in occasione della presentazione di una nuova piattaforma petrolifera, la Perro Negro, costruita dall’ENI di cui Mattei era presidente. Ed in quell’incontro Luigi Broglio, inaspettatamente, gli chiese se poteva dargli quella piattaforma per realizzare la base equatoriale necessaria al lancio del progetto San Marco, da utilizzare nell’Oceano indiano, al largo delle coste di Malindi in Kenya. “Mattei, tra il sorpreso e il divertito, disse che lui le piattaforme le costruiva per
venderle e non per regalarle”. Tuttavia si interessò alla richiesta di Broglio e gli mise a disposizione la piattaforma Scarabeo da adattare come base di lancio per il San Marco 2.

Mattei era un grande uomo, come il professor Broglio, visionario e geniale e certamente vedeva in quel progetto una opportunità per rendere grande il nostro Paese. “Non sapeva di aver gettato in quel
momento le basi, in senso letterale, dell’astronautica italiana”, come scrive Giorgio Di Bernardo Nicolai nella breve storia dedicata a Luigi Broglio intitolata "Nella nebbia in attesa del sole”, Di Renzo Editore.

Proprio grazie al suo contributo, qualche anno dopo, “il 26 aprile 1967, alle ore 10:04 Utc, sotto gli occhi stupiti di chi dalla spiaggia osservava i preparativi, si alzò in volo dalla base italiana di lancio al largo di
Malindi – in pieno oceano, unica al mondo – il satellite San Marco 2. Tranne il vettore Scout messo a disposizione dagli Stati Uniti – tutto era opera italiana”. Ed italiani erano gli scienziati e i tecnici che svilupparono il progetto, gestendo le operazioni di lancio e di controllo operativo del satellite (Fonte INAF:
https://www.media.inaf.it/2020/04/26/satellite-san-marco/).

Ecco oggi, 8 agosto, ci piace ricordare quella data e quei due grandi personaggi della storia d’Italia, che
meriterebbero maggiore rispetto e memoria per il contributo che hanno dato al ruolo dell’Italia nel settore dell’aerospazio, e non solo.

Di seguito il testo completo della lettera che il Prof. Luigi Broglio scrisse al Presidente dell’ENI Enrico Mattei l’8 agosto 1962:

“8 agosto 1962. Onorevole Ing. Mattei, mi riferisco al colloquio con Lei avuto alcuni giorni fa alla presenza dell’On. Giorgio La Pira, Sindaco di Firenze. Spero che, nel frattempo, Ella abbia avuto occasione di parlare della questione dello “Scarabeo” all’Ing. Girotti, e mi permetto quindi di rinnovarle la preghiera perché con il Suo alto interessamento, la piattaforma in questione possa essere utilizzata per la fine dell’ottobre p.v. dalla Commissione Ricerche Spaziali del CNR, nella realizzazione degli esperimenti scientifici e pacifici che costituiscono come è noto il nostro programma. Ringraziandola, anche a nome degli studiosi italiani interessati agli esperimenti, la prego gradire i miei ossequi devoti. Suo Luigi Broglio”.

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